Giardini pensili

Un problema non da poco ottimamente risolto..


Oggi volevo raccontarvi la storia di Claudio e Piera.

Essi contattano il nostro studio per la completa riprogettazione del loro giardino di ottomila metri quadri.  Nel contempo in cui si è disegnato e costruito il nuovo giardino padronale, i nostri eroi cominciano la ristrutturazione della vecchia macelleria del paese, da adibire ad hotel.  Stiamo parlando di Borgomaro , un piccolo ed antico borgo nell’entroterra di Imperia.  Un progetto ambizioso contro il quale tutti scommettevano a favore di un flop galattico. Tutti tranne quelli con lunga visione, me compreso.

Il problema, come da titolo, era che i miei committenti volevano il giardino, consci del fatto che il nuovo hotel senza il verde non avrebbe avuto lo stesso sapore. Direte voi: “si ok Claudio, ma il problema dove sta?” ….. sta nel fatto che non c’era il terreno.

Tornando un po’ indietro alla fase di progettazione del restauro, l’allora giunta comunale impone la costruzione di un parcheggio pubblico coperto, proprio adiacente alla vecchia macelleria. Poca roba, stiamo parlando di una ventina di posti auto, ma sufficiente per avere un tetto di 250 metri quadri o poco più. E qui scatta l’idea: costruiremo un giardino pensile.

Ai miei committenti piace subito l’idea e partiamo con il disegno.

Le idee sono tante e anche combattute, forse più da parte mia che da parte di Claudio e Piera i quali si aspettavano probabilmente una bellissima cornice ma niente più.

Io invece volevo di più: volevo stare bene nel futuro giardino. Se fossi stato bene io, lo sarebbero stati anche i turisti che lo avrebbero frequentato. Lo scopo principale del nuovo giardino pensile sarebbe quindi  stato di migliorare la qualità di vita a chi lo avrebbe frequentato. E così è stato!

Secondo le mie idee, nel giardino non doveva mancare l’acqua, non doveva mancare una zona pavimentata per ospitare tavolini e sedie, vi doveva essere un ampio prato conviviale ( che sporadicamente ha ospitato eventi da cento persone), ma soprattutto non doveva mancare quella poesia che un turista si aspetta quando sceglie di fare le vacanze in Liguria.

Un paio di modifiche al disegno esecutivo e si comincia la realizzazione del pensile. Anche qui non è tutto rose e fiori: dobbiamo fare i conti con la logistica di un borghetto rinascimentale dove gli spazi sono assai angusti. Per esempio: i camion per l’approvvigionamento dei materiali  usati per la costruzione del verde pensile dovevano girarsi al paese successivo distante tre chilometri, in quanto non vi era spazio a Borgomaro.

Parlavo dei materiali: tutti sono stati scelti dal nostro studio, sia quelli tecnici che quelli d’abbellimento. In particolare il terriccio: una miscela di prodotti studiati apposta per quel giardino nello specifico e miscelati sul posto.

Le piante sono state scelte durante una piacevole giornata passata a Pistoia insieme alla committenza, nei migliori vivai europei.

Nulla è stato lasciato al caso, neppure il rivestimento in pietra locale che avrebbe sormontato l’assito in legno.

Insomma, tutto è stato progettato con un obbiettivo ben mirato, ma il risultato è andato ben oltre le aspettative. I primi clienti cominciano a prenotare per il fine settimana ma ben presto , gli stessi clienti, chiedono di prolungare il soggiorno; e se lo scopo iniziale era quello di dormire e poi spostarsi al mare, succede l’opposto: non si schiodano più dal bellissimo e accogliente giardino. Claudio e Piera si vedono presto “costretti” ad aumentare l’offerta, che inizialmente andava da una semplice colazione, per poi essere allagata ad aperitivi, merende, apericene e pranzi in grande stile. Tutto rigorosamente in giardino.

La mia più grande soddisfazione è quando a fine stagione, Claudio mi prende per un braccio, mi tira da parte per non farsi sentire e mi dice: ”con il tuo giardino ho incassato di più che con l’intero hotel”.

Il successo del giardino è stato un trampolino di lancio per una green-idea che già veleggiava nell’aria da un po’ di tempo.  Claudio va oltre….. come già vi dicevo, lui la vede lunga. Si occupa di pulire costantemente le stradine del borgo, rimuove stagionalmente  il legname secco che scende con le piene del torrente Maro e rivernicia le facciate di alcuni edifici storici. Tutto a sue spese, ma con un ritorno incredibile. Organizza passeggiate nei boschi che in anticipo provvede a mappare, e  fa costantemente sfalciare i percorsi dal giardiniere, anch’esso istruito dalla nostra organizzazione(la formazione da parte mia verso il giardiniere locale, è continua da anni). Nel Maro, il locale fiumiciattolo con acqua cristallina che taglia in due il paese si trovava una buca che Piera,quando era piccola, usava con le amiche per fare il bagno. La chiamavano “piscina”,ma poi è stata quasi dimenticata. Claudio la riscopre e la fa pulire dai rovi e dalle erbacce infestati che la avevano completamente nascosta. Ora i turisti più green la sfruttano per tutta la stagione estiva. Insomma, il verde tira il verde. Grazie a tutto ciò, nel paesino dimenticato da Dio, apre la pizzeria, alcuni ristoranti e nascono affittacamere come funghi.  L’hotel è sempre tutto pieno.

Un consiglio: se trovate posto, prenotatevi un fine settimana indimenticabile al Relais del Maro….ne vale la pena. Sarete accolti dalla gentilezza di Elena, la figlia, che se vorrete vi racconterà tutti i passaggi di costruzione del giardino pensile.

Claudio Campanini (il primo a dormire al Relais del Maro)

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